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Il Treno che Scomparve per Sempre nel Nulla Insieme al Proprio Macchinista

| 21 settembre 2013 | 0 Comments

Ludovic_BerryEra il 1945, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, in Inghilterra. Nelle campagne inglesi vi erano ancora numerosissime cave di carbone, molte delle quali, nel giro di trent’anni, sarebbero state chiuse, completamente smantellate e trasformate in parchi. Nei pressi della città di Abram e Platt Bridge, al tempo della nostra storia, sorgevano varie miniere di carbone collegate tramite chilometri di rotaie sulle quali correvano treni carichi di materiale. Ludovic Berry, il protagonista del racconto, aveva 67 anni ed abitava nella vicinissima città di Abram, il suo lavoro era quello di macchinista. Dopo anni di servizio a bordo della propria locomotiva, come spesso succedeva in passato, si è affezionato a tal punto da dare alla propria macchina un nome: Dolly (diminutivo di Dorothy). Il 30 Aprile 1945 era una giornata come tutte le altre. Negli ultimi giorni la pioggia era caduta abbondantemente ed aveva impregnato il terreno della zona. Nel pomeriggio, passando con il treno nei pressi della casa della figlia Martha, come era solito fare, l’aveva salutata con un fischio della locomotiva. Martha, che si stava preparando a fare una passeggiata con la nipote di 11 mesi, si era fermata a guardare il lungo conviglio di 13 vagoni carichi di carbone che il padre stava conducendo. All’epoca, oltre al macchinista, per gestire un treno, serviva un’altra essenziale figura, il frenatore. Ludovic_Berry_VoragineIl lavoro di quest’ultimo consisteva nel frenare i vagoni che, non avendo un impianto frenante collegato alla locomotiva, dovevanono essere attivati singolarmente. Il frenatore di “Dorothy”, quel giorno era John Ward e camminava affianco al treno pronto ad intervenire in caso di problemi. Il convoglio procedeva a bassa velocità con il locomotore di spinta in coda, quando improvvisamente successe qualcosa di totalmente inaspettato, si aprì una enorme voragine sotto i binari davanti al treno. Ward si accorse della situazione solo quando alcuni dei primi vagoni erano già piombati nel baratro. Il frenatore correndo affianco al convoglio urlò a Berry di azionare i freni immediatamente. Joe Hindley, un altro frenatore che si trovava nei paraggi, pensando che si trattasse di un deragliamento, cominciò anch’egli ad urlare al macchinista di azionare i freni. Ludovic_Berry_Voragine_Da_SopraLudovic azionò subito i freni ma, il peso dei vagoni carichi di carbone già finiti nel baratro, ancora collegati agli altri ed alla locomotiva, tirò sempre più violentemente giù il resto del convoglio, tanto che, nel giro di pochi secondi, l’intero treno svanì completamente nel buio. I due frenatori, rimasti illesi, si affacciarono al baratro dopo aver sentito un enorme tonfo ed aver visto uno sbuffo di vapore uscire ma non riuscirono a vedere nulla. In poco tempo lavoratori della zona avevani già organizzato le operazioni di soccorso ma la polizia lì fermò affermando che sicuramente Berry era morto e che sarebbe stato tutto inutile.Ludovic_Berry_Riempimento_Voragine Si scoprì successivamente che quella cava, la New Zealand,conosciuta ufficialmente con il nome di Miniera di Carbone di Brookside Numero 7, era stata aperta nel 1885 ed utilizzata fino al 1919, dopo tale data era stata utilizzata come pozzo di ventilazione fino al 1932, anno in cui era stata riempita con 8000 tonnellate di detriti. Gli addetti ai lavori erano convinti che la soluzione fosse definitiva e vi avevano fatto passare sopra il binario di raccordo numero 8. Si stima che il muso della locomotiva si trovi, rivolto al cielo, alla profondità che si aggira fra i 100 ed i 150 metri. Ludovic_Berry_TargaPochi giorni dopo si decise che sarebbe stato troppo pericoloso andare a recuperare il corpo di Berry e, dopo aver svolto il funerale nei pressi del baratro, si iniziò il lavoro di riempimento con numerosi treni pieni di detriti provenienti dalle vicine miniere.
Oggi, ad oltre 68 anni di distanza, il treno si trova ancora lì sotto con Ludovic ancora ai comandi. Il punto dove è sepolto il convoglio ed il suo macchinista è segnalato da una minuscola targa in pietra posata sul terreno e nelle immediate vicinanze è sorto un campo zingari. Da quanto ho capito pochi sanno, anche fra coloro che oggi abitano ad Abram, quale sia il punto esatto dove si trovi questo piccolo monumento dimenticato e seminascosto dalla vegetazione. Sicuramente la vicinanza con il campo nomadi non fa altro che aumentare questo oblio e ne è prova il fatto che esistono solo pochissimi articoli su questo avvenimento ed ancor meno foto della targa…

P.S. per chi se lo chiedesse, nella prima fotografia dell’articolo Ludovic Berry è quello che a sinistra si sporge dalla cabina della locomotiva (che è proprio “Dorothy”).

Fonti:
http://www.wiganworld.co.uk

http://www.wiganworld.co.uk/stuff/past1.php

http://www.cmhrc.co.uk

Una fotografia della vecchia lapide può essere vista qui:

http://wiganimages.wlct.org

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Category: Storie

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