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Disquisizione sulla odierna tecnologia

| 24 luglio 2012 | 0 Comments

E’ da un po’ che volevo scrivere qualcosa sulla situazione attuale del mercato tecnologico ma la voglia mi mancava. Allo stato attuale posso solo dire che tutto quello che prevedevo da 2 o 3 anni si sta realizzando ed ora vi spiegherò meglio a cosa mi riferisco relativamente ai vari campi in cui la tecnologia è suddivisa. L’unica cosa che mi lascia perplesso è come abbiano fatto gli analisti a sbagliare previsioni cosi chiare ma un dubbio lo ho…

Sistemi operativi, tablet e smartphone

Cominciamo parlando di Windows… era il 1990 quando vidi il mio primo Windows ed era il 3.0. All’epoca era un ottimo sistema operativo poi seguito da vari aggiornamenti tutti targati 3.x fino all’arrivo della versione 95. Fin da questo primo passaggio mi fu ben chiara una comune idea insita nel consumatore medio, le novità radicali non erano ben viste. All’epoca molte persone non passarono mai dal 3.1 al 95 ma direttamente al 98. Questa regola non scritta, da quanto ho potuto vedere, continua ad essere attuale per la maggioranza dell’utenza comune, nell’acquisto di un sistema operativo Windows, l’utente medio salta una generazione. I sistemi di maggior successo sono stati, non a caso, il 3.x, 98, xp e 7 saltando appunto il 95, ME e Vista. Partendo da queste premesse il prossimo Windows 8 non è sicuramente il favorito. C’è da dire anche che Microsoft per autorovinarsi ci ha messo parecchio del suo. L’interfaccia Metro per avvicinarsi al mondo del tablet e smartphone non accorgendosi di aver preso un treno partito da qualche anno ed ormai in piena ed inarrestabile accelerazione. Il suo più grande errore è sicuramente stato quello di aver sottovalutato il sistema operativo Linux che ha avuto una nuova forza vitale principalmente grazie ad Ubuntu che ha cercato di gettare delle basi per uno standard costruttivo. Dalla costola di Linux è nato un altro spietato serial killer per il mobile, Android. In ultimo IOS di Apple che ha dato l’avvio alla nuova corsa all’oro informatico realizzando il primo vero smartphone non castrato, ovvero l’Iphone, contrariamente ai Blackberry puntando su alcune caratteristiche principali, design, qualità costruttiva e semplicità d’utilizzo. Due fattori secondari hanno sempre pesato a sfavore dei prodotti Iphone, il costo e l’eccessiva velocità di successione fra le varie nuove versioni dei prodotti. Con le ultime versioni di punta dei cellulari Samsung si è però eguagliato se non addirittura superato questo modo di fare rendendolo a tutti gli effetti uno standard. Secondo la comune mentalità di un utente medio di oggi il cellulare non deve durare più di uno o due anni e non importa se costa più di mezzo migliaio di euro, perchè è disposto ad aprire un mutuo (o prenderlo con una delle varie promozioni delle compagnie di telefonia mobile assimilabili in linea di massima a veri e propri mutui) pur di avere l’ultimo modello. Per quanto riguarda Android ‘fin da principio lo definii un vero è proprio killer, il perchè è semplice da capire. Google lo fece nascere per indebolire il mercato tencologico e lanciare uno standard a proprio favore. Probabilmente nemmeno i propri analisti speravano in un tale successo, ma la Cina ci ha messo il suo zampino. Le maggiori società di componentistica hardware si trovano ormai in Oriente da molti anni e tutte i più grandi marchi elettronici hanno cominciato a produrre in oriente per limitare i costi. Non a caso i due colossi del campo, Apple e Samsung fanno produrre i proprio prodotti addirittura nella stessa azienda (la Foxconn). Il costo del S.O. Android (gratuito o quasi) ha spinto piccoli e medi produttori di hardware orientali a produrre anche loro apparecchi completi e pronti all’uso equipaggiati da quel sistema operativo. Soprattutto per quanto riguarda il reparto tablet, l’Europa è stata investita da questi prodotti a bassissimo costo e media qualità, cambiando la mentalità comune che per avere alta tecnologia si deve assolutamente pagare un prezzo alto. Google ha sfruttato questa ondata di fino alla distruzione irreversibile di due grandi colossi del settore, la RIM e la Nokia. L’unica differenza attualmente fra i due è che una si è accorta di essere ormai fallita, l’altra no. L’ex CEO di Nokia affermò che nessuno cellulare Android sarebbe mai stato prodotto da loro, a distanza di poco tempo fu licenziato a causa dei gravi danni che l’azienda stava ricevendo dalle sue poco lungimiranti scelte. Ne fu assunto un nuovo, guardacaso ex Microsoft che spinse ancora di più verso la, a mio dire, peggiore accoppiata del secolo Nokia-Microsoft. Due pietre miliari della tecnologia decidono di affondare assieme, poco male, come si diceva una volta, “è morto il Re viva il Re!”. L’accoppiata del secolo ha già dato i propri frutti facendo uscire i primi Nokia Lumia equipaggiati con Windows Phone 7 (ad un prezzo non proprio economico) per poi affermare, negli ultimi giorni, che non saranno aggiornabili alla versione successiva del S.O. , cosa che tutti gli acquirenti immagino non si aspettassero (ormai la Apple ha dimostrato che il sistema operativo può essere aggiornato, se si vuole, anche su dispositivi mobili con anni di vita alle spalle). A poco è servita la dichiarazione che sarà comunque creata una versione intermedia con solamente la grafica aggiornata ma nessuna innovazione a livello prestazionale, sa tanto di pezza messa lì per tamponare… Traendo delle conclusioni a tutto quello che ho scritto e che ho pensato ma non scritto:

Nokia e RIM andranno presto in fallimento (ormai irreversibile per RIM, ma non per Nokia se solo lo volesse ma poco ci manca, ha già iniziato a vendere brevetti e licenziare migliaia di dipendenti)

Apple forse macinerà ancora quote di mercato per attestarsi ad una percentuale costante e poi avere una leggera ma costante flessione.

Samsung guadagnerà sempre più mercato con la propria politica di diversificazione dei prodotti con differenti modelli adatti alle differenti fasce di mercato. Il sistema operativo proprietario BADA sarà sviluppato in parallelo per avere sempre le spalle coperte da eventuali problemi con Google che da un momento all’altro potrebbe cambiare la propria politica come fece vietando l’utilizzo delle ultime versioni di Android ai piccoli produttori cinesi.

Ubuntu e seguaci acquisteranno sempre maggiore utenza e non è detto che l’uscita di Windows 8 non spinga a lungo o medio termine una fetta di utenza a lasciare i prodotti Microsoft per una migliore navigabilità e fruibilità (anche a livello lavorativo) confrontandola con la nuova interfaccia Metro. Da quanto è trapelato questa interfaccia sarà presente anche sulle versioni server e gli addetti ai lavori stanno già storcendo il naso per la notizia. L’aggiornamento alla nuova versione di Windows a meno di 20 dollari spingerà una percentuale di utenza media verso il nuovo ma non è detto che tutti ne rimangano contenti… e poi si sa già che la maggior parte dei guadagni è dato dalle licenze comprate dalle aziende che di solito sono molto restie alle novità (molte ancora devono passare a Windows 7 o lo stanno facendo ora).

Microsoft come si è sopra accennato avrà delle perdite inizialmente contenute (ed in questi giorni se ne stanno vedendo i primi segni) e poi via via più gravi. Se ricorrerà, tramite il primo Service Pack, alla possibilità di disabilitare Metro definitivamente potrebbe avere ancora qualche possibilità di ripresa (ma dubito visto gli enormi investimenti fatti per procedere nel senso opposto e gli aggiornamenti al registro di configurazione tali da rendere inutili eventuali hack allo stesso). Per lei si prevedono almeno 3 anni di buio, fino alla prossima versione…

Console e videogiochi

Nel mondo dei videogiochi la storia è molto simile. Grazie all’idea di crisi globale che le grandi aziende elettronche si sono autoimposte tutte stanno sul chi va là. Ne Microsoft ne Sony sono pronte a lanciare nuove console di alto profilo. Sony ha provato a lanciare la propria nuova console portatile PS Vita ma con scarso successo commerciale. Le ragioni di questo insuccesso, per me, è la scarsa offerta di giochi. Le stesse aziende produttrici di videogiochi che hanno sempre e solo preso le briciole dalle vendite dei propri prodotti a causa degli alti costi dovuti all’ideazione e produzione degli stessi (oltre ai diritti commerciali dovuti agli stessi produttori delle console su cui devono girare), sono stanchi di indirizzarsi su singole console dal futuro incerto (nuove) e cercano sempre di puntare sul porting di giochi già fatti, creando un ristagno del mercato videoludico. Nintendo sta facendo uscire in questi giorni la Wii U, anche se sospetto che sia pronta per essere commercializzata da almeno 1 anno e mezzo. Il fatto che si siano decisi a farla uscire nel 2012, a mio modo di vedere, è solo perchè l’hardware sta diventando un po’ troppo datato per una nuova futura console. Un fatto è certo per quanto riguarda la Nintendo, solitamente i compratori appartengono sempre alla stessa fascia di persone, ex giocatori della stessa casa nipponica. In conclusione:

Sony e Microsoft stanno perdendo credibilità agli occhi dei consumatori producendo infinite versioni con varie forme delle stesse console ormai sul mercato da anni. Per ora non mostrano alcuna intenzione seria di farne uscire altre ed i programmatori che producevano per quelle console si stanno dando ad altri mercati in via di espansione (quello degli smartphone) e difficilmente riabbandoneranno la strada vecchia per la nuova avendolo fatto da pochi anni. La storia insegna che tutte le case produttrici di console che non hanno tenuto vivo l’interesse del pubblico sono fallite nel giro di pochi anni (es. Commodore, Atari, …). A buon intenditor…

Nintendo continuerà ad avere, come sempre, i propri seguaci e non credo possa avere gravi perdite ne a breve ne a lungo termine, il tracollo lo ha avuto anni fa con l’entrata in gioco di Microsoft e Sony, ora si è creata la propria nicchia di mercato e resiste con costanza.

I grandi produttori di videogiochi dovranno differenziare la propria offerta o sarà la loro fine. Alcune, più piccole, lo stanno già facendo, altre più grandi stanno in attesa dell’uscita di nuove console per lanciare nuove saghe e nuove idee. Si sa però che tenere in piedi aziende del genere senza prodotti innovativi costa e potrebbero entrare nello stesso baratro di Nokia e RIM…

Android, anche in questo campo sta facendo capolino, grazie alle novità da poco introdotte nel campo dell’accelerazione grafica delle ultime versioni. Console non ufficiali e la ufficiale Ouya stanno spuntando sul mercato e le aziende di hardware e software la stanno guardando con molto interesse come un possibile sblocco della situazione di ristagno attuale. Avrà successo? Difficile a dirsi, dipende tutto dai concorrenti se staranno a guardare o muoveranno i loro pezzi sullo scacchiere. Se ne hanno ancora e li tenevano nascosti in attesa di tempi migliori lo faranno se no forse ne saranno sopraffatti anche se battere grandi marchi è una impresa davvero titanica, ma non sarebbe nemmeno la prima volta… Un’altra mossa possibile sarebbe una acquisizione da parte di uno dei due colossi per soffocare sul nascere questa terza ipotesi ma è ancora troppo presto per anche solo ipotizzare lo scenario.

PC, notebook, netbook e tablet

Con il sempre maggiore diffondersi di smartphone e tablet, è ormai impensabile avere un PC fisso a casa (almeno come unico PC). La comodità di portarlo in giro per poterlo usare, ora non è solo più una priorità lavorativa ma una delle principali motivazioni di scelta per l’acquisto. Il prezzo del notebook è crollato a fronte di una sempre maggior richiesta del mercato, i pc fissi sono ormai allo stremo ed i prezzi, per lo stesso motivo dei notebook ma al contrario, stanno salendo. La potenza di calcolo dei dispositivi mobili è sempre maggiore ed è possibile anche trovare veri e propri mostri anche nella fascia disegnata per i gamer. Tutto questo disegna un futuro certo e ormai irriversibile, i computer fissi stanno morendo. Detto questo focalizzo l’attenzione su una nuova fascia di mercato quello dei netbook. Creati per navigare in internet e poco più questi dispositivi non sono mai decollati del tutto. Molti produttori si sono lanciati ad occhi chiusi su questo mercato dopo il primo Eeepc di Asus con scarsi risultati. In ultimo uno sguardo ai Chromebook, netbook dalle prestazioni modeste con sistema operativo Google Chrome, mai decollati e, a mio dire, se tutto continuerà in questo modo, diventerà l’ennesimo flop di Big G.

Per coloro che ancora stessero pensando al mio dubbio espresso nelle prime righe riguardo gli analisti, dirò solo che le statistiche possono essere sbagliate per due motivi, o non si hanno abbastanza dati in riferimento ad eventi passati (ma in campo informatico e tecnologico qualsiasi dato e scritto e conservato), oppure si sbaglia a leggerli e confrontarli involontariamente (cosa non possibile per delle società professioniste del settore) o volontario, per avere un ritorno di qualche tipo ed io, viste le parti in causa, propendo per questa ultima possibilità.

A presto! 😉

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Category: Informatica

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