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Ma la parola “Mondiali” non implica una universalità dello stesso?

| 23 giugno 2010 | 0 Comments

Quanto era bello una volta il Mondiale! Questa frase l’avranno ripetuta in molti in questi giorni e si può dire che sia uno degli unici casi in cui è indiscutibilmente vero. Una volta si poteva liberamente seguire tutto il Mondiale di Calcio ed osservare la preparazione atletica delle singole, decidendo di tifare per questa o per l’altra squadra semplicemente dopo averle viste nella partita d’esordio, ora? Ora si deve aspettare di vedere l’unica partita di cui la Rai ha comprato i diritti ed è un po’ come se ci si trovasse a guardare un incontro diretto, più che un torneo con 32 squadre. Fosse stato per me, ad esempio, avrei voluto seguire tutte le partite della Francia (soprattutto quella contro il Sud Africa), oppure quelle dell’Inghilterra e del Messico ed invece sono costretto a vedere quelle che la tv di Stato italiana ha deciso di comprare. Ho letto poco fa che questo edizione del Mondiale ha sforato di oltre il 30% i guadagni dovuti ai diritti televisivi di quelli di Germania, tanto da spingere la Fifa addirittura a ridistribuire parte degli introiti alle federazioni nazionali partecipanti. Non parliamo poi di trombette ed affini, tanto per disturbare ancora di più la pacifica visione di quell’unica partita che si può vedere, date gratuitamente ai tifosi che entrano negli stadi.

C’è solo una cosa che mi chiedo. Quanti tifosi sverranno per iperossigenazione dopo 90 minuti a soffiare in un cono di plastica colorata? Ed ecco aggiungersi un’altro mistero africano…

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Category: Notizie

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