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Il giorno in cui il sangue macchiò il Salotto di Torino

| 13 ottobre 2009 | 9 Comments

Pochi sanno di un evento di sangue avvenuto in piazza San Carlo quasi un secolo e mezzo fa. Già all’epoca la sua conformazione era quasi identica a quella attuale, solo i palazzi angolari su via Maria Vittoria furono rifatti negli anni’30 per i lavori di allargamento della vecchia via Roma. Era il 1864, in Italia il clima non era dei migliori, vi era un grosso dubbio sul futuro della nazione appena costituita, nel Sud era ancora in atto la grande lotta contro il brigantaggio che quasi ogni giorno mieteva le proprie vittime ed a Roma erano ancora presenti le truppe francesi a presidio dei possedimenti papali. Il 15 settembre di quell’anno venne firmato un trattato fra la Francia e l’Italia e la più grave delle clausole fu quella dello spostamento della capitale da Torino a Firenze e nella città sabauda la tensione, che già era salita alle stelle, sfociò in rivolte popolari. La popolazione qualche anno prima aveva festeggiato esultante la nuova qualifica di Torino a futura capitale d’Italia ed il Comune aveva avviato la progettazione e l’esecuzione di nuovi lavori pubblici atti ad incrementare la qualità dei servizi ed il prestigio della città. Leggendo i conti comunali, l’indebitamento della città fra il 1860 ed il 1964 salì fino a raggiungere livelli indescrivibili prima di allora. Molti di questi lavori pubblici non sarebbero mai stati portati a termine mentre altri, come la Stazione di Torino Porta Nuova, sarebbero stati conclusi ma senza una cerimonia inaugurale per dimostrare il lutto cittadino relativo allo spostamento della capitale. In questo scenario di protesta avvennero due eventi incresciosi in cui il corpo reale dei Carabinieri attaccò i manifestanti che protestavano nelle piazze. Il primo evento avvenne il 21 settembre, appena 6 giorni dopo la firma della Convenzione di Settembre e si svolse in piazza Castello. Un drappello di Carabinieri, non si sa con quale ordine, scese in piazza dall’edificio del Ministero degli Interni ed iniziò a fare fuoco sui passanti. Le cronache dell’epoca indicano che in questa immotivata carneficina i morti furono undici, ma questa si può dire che fu sono una prova per il vero e proprio massacro che venne perpetrato il giorno seguente poco distante da lì. Il 22 settembre un migliaio di manifestanti entrò in piazza San Carlo. Sotto i portici laterali erano stati allineati dei militari in assetto da guerra a presidiare la piazza e, all’ingresso della folla nella piazza, non si mossero. A quel punto, come succede in tutte le sommosse popolari non pacifiche, un gruppo di persone cominciò a tirare delle sassate in direzione della Questura. La risposta non si fece attendere, gli allievi Carabinieri scesero in piazza e, dopo essersi disposti, cominciarono a fare fuoco sui manifestanti. La sfortuna volle che alcuni colpi sparati dagli allievi Carabinieri attraversassero le apertura laterali dei porticati della piazza e colpissero alcuni dei soldati in attesa. A quel punto la situazione che già era grave divento irrecuperabile. Dai due lati della piazza i militari, credendo di essere stati attaccati dai rivoltosi, cominciarono anche loro a sparare sui cittadini in fuga. Alla fine del massacro rimasero sulla piazza, oltre ai militari uccisi, anche 27 civili. Alcuni cadaveri, in attesa che l’ordine fosse ristabilito ed i feriti portati via, furono adagiati nei pressi del Cavallo di Bronzo. Ci volle qualche ora perchè tutti i feriti fossero soccorsi.

Questo evento è ricordato da una minuscola targa posto sotto i portici della piazza (peccato che debba ancora individuarla se no avrei allegato la foto).

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Category: Storie

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Comments (9)

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  1. lilith scrive:

    Apprezzo le sue ricerche sulla storia di Torino, dove trovo spesso notizie e informazioni preziose e rare. Leggendo un suo vecchio articolo (sull’angoscia da lei provata in alcuni luoghi della città) ho visto una cartina con l’antico cimitero di San Lazzaro: dove l’ha trovata ?
    Sto scrivendo, per hobby, la biografia di un personaggio che potrebbe essere stato sepolto lì. Ha qualche documento in proposito o sa consigliarmi dove trovarlo ? Scusi il disturbo, ma l’argomento Torino mi sta molto a cuore e mi sembra di capire ……che lei mi capirà!!!! Grazie per la pazienza

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  2. MindLab scrive:

    Grazie dei complimenti, ero quasi giunto a pensare che non li leggesse nessuno quegli articoli. La cartina che le interessa la trovai su un sito americano, mi pare di una università ed era visualizzabile solo tramite javascript in singole parti, ci impiegai 2 ore solo per averla completa e sicuramente la ho ancora da qualche parte su pc. Se le interessa averla posso mandargliela via posta elettronica. Per quanto riguarda le persone sepolte nel cimitero di San Lazzaro, l’unica di cui si sente ancora parlare ai giorni nostri è quella della leggenda della Dama Velata, ovvero la principessa Barbara Beloselskij. Sarei molto interessato a leggere la sua biografia quando sarà completa o almeno in parte disponibile. Ho sentito in questi giorni parlare anche di uno dei primi dagherrotipi italiani scattato nel 1839 dalle parti di piazzetta Cavour in direzione del ponte Vittorio, magari in quella foto si vedrebbe anche una parte del cimitero in disuso da solo 9 anni, io non ho ancora avuto modo di vederne una copia… sono sempre a disposizione :)

    P.S. mi ero dimenticato di dire che probabilmente il corpo della persona di cui sta cercando notizie ora si trova in uno degli ossari comuni sotto il manto erboso dell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli. Quando il tutto fu restaurato qualche anno fa, furono spostate solo le salme che si trovavano nella parte muraria del cimitero, mentre le fosse comuni nel giardino furono solo sigillate e si trovano ancora lì. A meno che non fosse davvero una persona molto conosciuta e con parenti ancora in vita, dubito che la persona di cui parla fu posizionata nella parte muraria del “nuovo” cimitero.

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  3. lilith scrive:

    Il mio personaggio è morto nel 1804 al S.Giovanni, di febbre tifoide, quindi temo sia finito in qualche fossa comune per gli infetti. Era abbastanza famoso ai suoi tempi, con conoscenze altolocate, ma era una figura scomoda ( fervente giacobino all’inizio, forte e coraggioso contestatore del governo francese poi). Era il medico-poeta dialettale Edoardo Calvo, di cui ho parlato in un’antologia sul Settecento, recentemente pubblicata da una piccola casa editrice locale. Col materiale accumulato ne sto scrivendo una biografia che non sia la solita che da 200 anni si copia e si ricopia, nella letteratura piemontese. Della sua sepoltura non c’è parola in nessun posto. Quando a 31 anni morì, i suoi genitori non c’erano più e da tempo era stato diseredato dal padre, che non sopportava le sue idee rivoluzionarie. I facoltosi amici gli dedicarono orazioni solenni e poesie, proposero un monumento funebre che non si fece mai….a denunciarne la morte all’anagrafe andarono due semplici dipendenti dell’ospedale……….Se può farmi avere la cartina e darmi notizie del dagherrotipo, glie ne sarò molto grata, va bene la mail che indico nella registrazione. Lavoro e la storia di Torino è una mia grande passione, su una bancarella ho appena trovato un manoscritto interessantissimo, se le interessano gli scoop storici, penso di averne uno tra le mani……….Ancora grazie !!!

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  4. lilith scrive:

    Per la lapide di Piazza San Carlo: è all’esterno dei portici, lato piazza, all’altezza del caffè Caval ‘d Brons. Ho due foto, se le interessano posso mandargliele.

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  5. MindLab scrive:

    Grazie ma giusto ieri sono stato a girarmi tutto l’interno dei portici di piazza San Carlo per cercarla ed alla fine ho scoperto che stava all’esterno in un deor del bar appunto. Quando l’ho fotografata la gente che stava seduta al tavolino sotto il pilastro mi ha guardato malissimo… In compenso ho trovato altre due cose interessanti. Un’altra lapide ed una pittura raffigurante la Sacra Sindone.

    P.S. sto spostando il sottosito di Torino su http://torinodimentica.altervista.org
    Devo ancora reinserire un centinaio di pagine, aggiungerne almeno altrettante e dare una sistemata al menu laterale.

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  6. silvia GM scrive:

    Carissimo Mindlab, ho letto il tuo interessantissimo scritto riferito a * Il giorno in cui il sangue….** Caspita è veramente meritevole di lettura. E per sdrammatizzare potri aggiungere: = praticamente in questo passare di secoli è cambiato ben poco.= I debiti pubblici, le opere incompiute, le persone che insorgono, la polizia che si scontra contro i violenti. Chiamati con altri nomi, spostati gli espisodi avanti nel tempo. Diciamo anche solo dal 1968 in poi? Ma siamo sempre lì! E’ vero si dimentica. Mica solo a Torino. Si tende a dimenticare la parte brutta, insaguinata, violenta nelle pagine della storia. Bell’idea però la tua. Devo tornare più sovente su questo tuo forum. (ma non dirlo al Bacco lù!!) Ciao con simpatia. Silvia.

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  7. MindLab scrive:

    I famosi corsi e ricorsi della storia, ma è normale che sia così, dopotutto l’uomo non impara mai nulla da quello che he già passato e per assimilarlo deve per forza riviverlo sulla propria pelle in prima persona.

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  8. WALT scrive:

    Sig Mindlab,

    Da quando ho scoperto la lapide in Piazza San Carlo, tutte le volte che passo mi fermo e faccio il segno della croce.
    La gente guarda male? Non so no me ne curo, in quel momento penso solo ai 27 martiri dell’ultimo scippo perpetrato ai danni della nostra terra (dopo i monti più belli: LA SAVOIA ed il mare più bello :IL NIZZARDO)

    Cordiali saluti e

    W IL Piemönt

    WALT

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  9. MindLab scrive:

    E’ sempre un piacere ricevere questo tipo di commenti!:D

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