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Morire per aver detto di no ad una bicicletta

| 6 ottobre 2009 | 0 Comments

E’ dell’altro ieri la notizia di un anziano preso a pugni su un autobus per aver cercato di impedire ad un ragazzo di salire con una biciletta sull’autobus numero 75 della GTT di Torino. Tutto si sarebbe risolto in una denuncia contro ignoti per aggressione se non fosse stato che l’anziano, preso a pugni dal ragazzino, è morto dopo due giorni di coma in ospedale. Ora il giovane è accusato di omicidio. Finirà mai in carcere? Non credo. Nessuno sa chi fosse e, dopo aver aggredito l’anziano, si è dato alla fuga salendo su un altro autobus in sosta alla stessa fermata. A meno di colpi di scena dovuti a telecamere presenti sui 2 mezzi o nelle vicinanze della fermata in cui sarà sceso, la vedo veramente dura che venga mai riconosciuto. Questo mi ha riportato alla mente un altro caso irrisolto avvenuto a Torino,  al centro del quale c’era sempre una bicicletta, ma questa volta in movimento. Sto parlando della ragazza travolta e uccisa da un ciclista nell’estate di 8 anni fa. Anche lì ci fu un gran parlare ed una mobilitazione generale per trovare il ciclista pirata che la investì nel parco del Valentino ma poi cosa successe? Chiara Regis, così si chiamava la ventottenne, attende ancora una risposta.

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