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A volte può capitare di sentire le persone morte…

| 24 luglio 2009 | 2 Comments
Mistero

Esistono luoghi in cui riecheggia l'angoscia dei morti

In quasi 30 anni di vita mi è successo diverse volte di avere strane esperienze con l’aldilà. In passato mi è capitato di sentire voci, urla, passi, sentire bussare alla porta quando alla porta non c’era nessuno e addirittura in due casi di vedere persone morte (di cui ho potuto anche osservare dettagli del vestiario). Vi è stato addirittura un periodo in cui, dato il continuo ripetersi degli strani avvenimenti in un breve lasso di tempo, ho creduto di essere diventato completamente folle, ma si sa, il pazzo non pensa di essere pazzo, lo è e basta… Accadimenti successivi mi hanno fatto capire che è stata solo la casualità a fare in modo che fossi solo io a sentire certe cose. In uno o due casi, questi strani avvenimenti, sono successi anche in compagnia della mia ragazza, cosa che mi ha fatto definitivamente pensare di non essere pazzo. Dopo questa piccola introduzione, passerò all’articolo vero e proprio.

Da quando vado in giro in bici per Torino, ovvero ormai molti anni, mi è capitato alcune volte di fermarmi in un posto perchè volevo scattare delle foto, ma, una volta tirata fuori la macchina fotografica, di sentirmi addosso un senso di angoscia ed oppressione tale da dover assolutamente scappare a gambe levate.

Unica foto che sono riuscito a scattare sul fianco del Monte dei Cappuccini

Unica foto che sono riuscito a scattare sul fianco del Monte dei Cappuccini

Il senso di oppressione svaniva magicamente una volta allontanatomi da quei posti. Anche in questo caso ho pensato per anni a sintomi di pazzia improvvisi, anche se provando, (a volte a distanza di anni) a ritornare nello stesso posto a fare delle fotografie, sentivo sempre lo stesso senso di angoscia e oppressione ed ero costretto a riscappare. Questo è uno dei motivi per cui, se si guardano le fotografie che ho scattato in questi anni, mancano sempre alcuni angoli caratteristici di Torino, fotografati da tutti tranne che da me! Uno degli ultimi avvenimenti che mi ha fatto capire finalmente cosa ci fosse dietro questo strano comportamento è accaduto pochi mesi fa.

Stavo vagando liberamente per la parte Sud-Ovest di Torino, dalle parti di Lingotto, quando improvvisamente mi trovai davanti un giardino, il Parco Giuseppe Di Vittorio. Se lo conoscete, saprete che è composto da un grande giardino verde attorno ad un laghetto artificiale a mezza luna con delle fontane all’interno. Diciamo che non sarebbe male se fosse tenuto meglio, soprattutto il ponte pedonale che passa sul laghetto, in cemento completamente coperto da graffiti. Vedendo il giardino, decisi di farci un giretto dentro. Bambini che giocavano a pallone, vecchietti sulle panchine e padroni con cani che facevano la loro passeggiata, insomma, le solite cose. Improvvisamente mi assalì l’angoscia. Questa volta, stufo, decisi di proseguire lo stesso e, anzi, di andare verso la fonte. Pedalando e seguendo una stradina interna arrivai al laghetto. Il senso di angoscia era al massimo sopportabile. Presi la macchina fotografica e mi sforzai di poggiare la bicicletta su un muretto che si trovava lì vicino e a momenti la bici mi cadde per l’agitazione. Le foto venivano uno schifo ed io continuavo e loro  seguitavano a venire o mosse o fuori fuoco.

Una delle poche foto venuta bene nel Parco

Una delle poche foto venuta bene nel Parco

Decisi di cambiare posto, magari era la luce in quel punto che non era adatta (anche se ci credevo poco), ma anche dagli altri punti venivano delle foto indecenti (se ne sono salvate davvero poche di tutte quelle che ho scattato). Preso dallo sconforto e sopraffatto da quel senso di angoscia me ne andai di corsa seguendo il vialetto principale a tutta velocità. Appena uscito dal parco un senso di leggerezza mi assalì, ero finalmente libero! Tornai a casa e scaricai le foto e, come avevo pensato, erano venute davvero male. Tutto sembrò finire lì, fino a quando, circa una settimana dopo, decisi di cambiare il medico di famiglia. Chi è di questa zona di Torino sa, forse, che l’ufficio competente si trova proprio vicino a quel parco, affianco alla Biblioteca Dietrich Bonhoeffer. Dopo aver fatto il cambio del medico allo sportello, feci per uscire, ma mia madre mi chiese se mi interessava una nuova cartina delle piste ciclabili di Torino, visto che anni prima l’aveva presa lì e, bussando ad una porta affianco all’uscita dell’edificio, sparì dentro la stanza. Io rimasi lì nell’atrio ad aspettare mentre sentivo lei parlare nella camera affianco. Ad un certo punto, all’angolo dell’androne vidi una figura polverosa in legno e vetro. Mi avvicinai e scoprii un plastico del parco, chissà di quanti anni fa. I vetri che coprivano il progetto erano ingialliti dal tempo ma il parco risultava identico a come è ora. A quel punto mi chiesi cosa ci faceva un plastico di un parco identico a come già era e cercai spiegazioni guardandomi meglio attorno. Una targhetta me ne diede una lapidaria. Mi pare ci fosse scritto “Riqualificazione zona Ex Cimitero del Lingotto”. Immaginate la mia faccia quando lessi quella cosa e la collegai al mio senso di angoscia di qualche giorno prima. In seguito scopii che il cimitero non occupava tutto il giardino, ma solo la zona del laghetto.

Cimitero del Lingotto

Cimitero del Lingotto in una cartina del 1923

Esattamente dove io sentivo quell’angoscia insopportabile addosso! Devo dire che non sapevo proprio che lì ci fosse un cimitero in passato. Cercando su internet ho scoperto che era stato aperto quando ogni borgo era stato costretto a crearsene uno ma, anni dopo, quando il Comune di Torino aveva permesso l’inumazione dei morti nel proprio cimitero, era stato chiuso ed in seguito demolito. C’era solo un fatto che mi sfuggiva. Perchè un ex cimitero doveva crearmi quel senso di angoscia? Di cimitero in vita mia ne ho visti altri e non ho mai avuto quel senso di angoscia, anzi, tranne rare eccezioni mi danno un senso di “pace”. Ulteriori ricerche mi hanno portato ad un solo fatto di sangue avvenuto in quel punto. Il 18 dicembre 1922 venne ucciso da una squadra fascista un tale Carlo Berruti. Le opinioni però risultano discordanti. Chissà se è successa qualche altra tragedia in quel punto, difficile saperlo. Resta il fatto che continuando a cercare su internet sono riuscito ad identificare tutti i punti che mi fanno venire questo “effetto oppressione” con grandi tragedie del passato. Alcuni esempi? Il Monte dei Cappuccini sul lato Nord-Ovest soprattutto, ovvero dove c’era una volta la funivia. Ora è una zona completamente verde.

Cimitero_di_San_Lazzaro

Cimitero di San Lazzaro in una mappa del 1833

Quello è un punto in cui non riesco nemmeno a poggiare la bici ad un albero per scattare una foto (solo una sono riuscito a farne e riprendendo a terra affianco ai miei piedi). Su quella collina, nel 1640, avvenne un eccidio ad opera delle truppe francesi. Le vittime furono circa 400. Oltre a questo, qualche anno fa, durante dei lavori di scavo, vennero alla luce delle antiche fosse comuni lungo le pendici del colle. Si scoprì in seguito che erano morti durante una epidemia di peste di centinaia di anni fa. All’epoca era comune, se malati, recarsi sul monte per farsi curare e, una volta morti, si veniva seppelliti sul posto. Diciamo insomma che non è uno dei posti più tranquilli spiritualmente parlando… Un altro esempio è il Rondò della forca (uno dei luoghi dove veniva eseguita la condanna a morte a Torino) che io non sapevo fosse quella rotonda, Ponte Isabella sulla sponda sinistra (vari avvenimenti di sangue avvenuti a metà degli anni 40), Corso Cairoli, altezza della statua di Garibaldi (qui non so cosa è successo, ma ho scoperto giusto l’altro ieri che esisteva un antico cimitero proprio lì davanti, detto di San Lazzaro o della Rocca, aperto nel 1777 e demolito il secolo scorso,  e a cui è collegata la famosa storia del fantasma dela Dama Velata di Torino). Ce ne sono altri di posti in cui percepisco questo senso di oppressione, ma non vorrei tediarvi oltre…

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Comments (2)

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  1. diggita.it | 24 luglio 2009
  1. guido scrive:

    Altri luoghi di ex cimiteri a Torino sono la piscina Trecate, dove sorgeva il cimitero di Pozzo Strada e la piscina Sospello, dove c’ era quello di Madonna di Campagna, e poi ancora i campetti sportivi tra corso Lombardia e via Valdellatorre.

    Se non è un’ esperienza troppo angosciante, prova a farci un giro come controprova,

    Guido

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