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Drop, Cover and Hold On o Triangle of Life?

| 25 settembre 2008 | 1 Comment

Si parla di terremoti e sistemi per provare a sopravvivere. Drop, Cover and Hold On è il vecchio sistema che si insegna nelle scuole, in caso di terremoto, trovare un posto coperto, ad esempio un tavolo, e piazzarcisi sotto mettendosi sulle ginocchia e sui gomiti e coprendosi la testa. Triangle of Life invece dice di trovare un oggetto in casa il più grande possibile e senza aria dentro e mettersi in posizione fetale affianco. Entrambe le idee sono interessanti e con un fondo di realtà. Partendo dal presupposto che, per me, entrambe le tecniche possano servire solo nel caso in cui ci si trovi in una palazzina a 1 o 2 piani (se vi crollano 7 piani di macerie addosso ha poca importanza dove vi siate nascosti), c’è comunque da guardarne i lati positivi e negativi. Nella prima e vecchia tecnica, la “Drop, Cover and Hold On”, immagino che raramente si rimanga in vita se vi è un effettivo crollo di un palazzo e non semplici detriti cadenti dal soffitto. Questo perchè in caso di una forte pressione, ad esempio da parte di una soletta di cemento di qualche metro, dubito che il tavolo sotto il quale vi siate potuti nascondere, possa rimanere con le gambe dritte e non venga schiacciato al suolo con voi sotto. In bratica è buona l’idea di accovacciarsi in quella posizione per cercare di evitare eventuali danni da caduta sulla testa ed evitare che con il movimento laterale del terremoto possiate essere fatti rotolare su e giù per la stanza come avviene invece nel sistema “Triangle of Life”. Potrebbe anche essere buona l’idea di coprirsi con un tavolo, ma certamente non al centro di una stanza come viene indicato di solito. Nel secondo sistema si fa leva sul fatto che negli edifici collassati, la posizione delle solette di cemento dei pavimenti e le travi formano sempre dei triangoli con i muri portanti (ma non come nella teoria affiango a frigoriferi o altro, che invece potrebbero schiacciarvi uccidendovi). In questo modo il fatto di mettersi a terra affianco ad uno dei muri potrebbe salvare la vita. In pratica, dipende dalle situazioni, ma probabilmente la cosa migliore da fare sarebbe spingere un tavolo velocemente affianco ad un muro portante e accovacciarvisi sotto, ovvero l’unione delle due teorie…

P.S. L’inventore della tecnica, Doug Copp, era da molti considerato un eroe dell’11 Settembre per essere sceso nella metropolitana sotto le torri gemelle ed aver cercato superstiti e cadaveri. In realtà, a distanza di anni, alcuni suoi comportamenti, fra cui il chiedere un risarcimento milionario al fondo vittime dell’11 Settembre, il fatto di aver portato come motivazione ben 41 sintomi/malattie dovuti a quella ricerca (lista che non era mai uguale), il fatto di essere sceso in quei posti accompagnato da un archeologo, uno scenografo e la sua telecamera ed essere stato visto sporcarsi il viso per sembrare più immerso nelle ricerche, ha fatto svanire come una bolla di sapone la sua eroicità. Troppi furono i suoi video, foto e interviste venduti ai giornali in quei giorni.

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