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Il treno della morte viaggia ancora…

| 2 giugno 2008 | 1 Comment


Domani sarà il decimo anniversario di uno dei peggiori incidenti ferroviari della storia, il disastro di Eschede. Il 3 giugno 1998 il treno InterCity Express “Wilhelm Conrad Röntgen” partì dalla stazione di Hannover diretto alla cittadina di Eschede. Alle 10.57, circa, il cerchione di una delle ruote del treno si staccò dall’assale e si conficcò sul fondo della 3 carrozza. In quel momento il treno stava viaggiando ad una velocità superiore ai 200Km/h. Mentre un passeggero con l’aiuto di un capotreno cercavano di capire cosa fosse successo, il pezzo di ferro piantatosi nella carrozza si incastrò nella rotaia, facendola alzare dalla massicciata sottostante e conficcare nella carrozza. Nel giro di pochi istanti le carozze deragliate sbandarono ed una di esse finì su uno scambio che si trovava di latò al binario principale. Le carrozze seguenti si staccarono proseguirono ad una velocità di circa 200Km/h lungo il binario secondario. Il locomotore di testa passò sotto un viadotto che si trovava a poca distanza e fu seguito dalla carrozza 1 e 2. La carrozza 3 al fondo della quale si era incastrata la lamiera, si mise di traverso e si schiantò contro il pilone di sostegno del ponte. La carrozza 4 riuscì a passare sotto il viadotto e si schianto su tre lavoratori che si trovavano nei pressi della massicciata. La carrozza 5 venne schiacciata sotto i resti del ponte. La 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 ed il locomotore di coda si schiantarono contro le macerie del ponte disponendosi a fisarmonica.

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Il macchinista nella locomotore di testa non si accorse di nulla fino a quando il treno non si fermò e rimase shockato nel notare che mancavano 10 carrozze ed il locomotore finale. Lui si era accorto solo della spia che segnalava l’attivazione dei freni di sicurezza (che si era attivata quando la carrozza 3 si era staccata dal resto del treno). Molti dicono che per evitare queste 101 vittime e 88 feriti gravi, sarebbe bastato tirare il freno a mano appena visto il pezzo di cerchione conficcatosi nella carrozza numero 3. Io penso che probabilmente si sarebbe evitato il crollo del ponte, ma nulla avrebbe evitato il deragliamento.

Per quanto riguarda il titolo di questo articolo c’è un motivo. Il locomotore di testa, quello che arrivò intatto in stazione, è ancora in uso e ogni giorno porta ancora in giro per la Germania migliaia di inconsapevoli persone… Il locomotore 401 051, esattamente quello di questa foto scattata nel 2007 a Monaco…

P.S. Il 26 Aprile 2008 un treno identico a quello di Eschede (classe 401) si è scontrato all’ingresso di una galleria con un gregge di pecore. 10 delle 12 carrozze più i due locomotori sono deragliate alla velocità di 200Km/h. Le pareti del tunnel hanno consentito alle carrozze di non mettersi di traverso e grazie a questo il bilancio è stato solo di pochi feriti.

Approfondimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Eschede
http://en.wikipedia.org/wiki/Eschede_train_disaster

Foto tratta da:
http://en.wikipedia.org/wiki/Image:401_051_Eschede-Tk.jpg

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Comments (1)

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  1. GalaxyExpress scrive:

    Guarda che il disastro fu provocato da un nuovo tipo di ruota “a sandwich” adottato per ovviare alle vibrazioni che le ruote monoblocco trasmettevano al treno. Purtroppo le DB non fecero testare a sufficienza il nuovo tipo di ruota contro la fatica del metallo, fidandosi solo dei calcoli di resistenza sulla carta. Una storiaccia MOLTO POCO tedesca, degna di un Paese del Terzo Mondo (o di qualche altro a forma di stivale……).

    Oggi – ovviamente – quel tipo di ruota è stato dismesso perchè va benissimo per tram e treni a bassa velocità, ma non regge lo stress di un bolide a 200 Km/h a 500.000 giri al giorno.

    Va da se’ che i vertici delle DB sarebbero dovuti prima finire in gabbia e poi cacciati da ogni futuro impiego pubblico. Li avrei messi a pulire i cessi delle stazioni di Berlino per 10 anni. Infatti, la soluzione delle ruote “a sandwich” fu scelta perchè la meno costosa tra ridisegnare i binari (assurdo) o ridisegnare le sospensioni dei carrelli.

    Ergo: 101 morti e 100 feriti gravi per la solita, dannatissima questione di “schei”.

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