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Latina e i suoi personaggi

| 22 gennaio 2009 | 0 Comments

Oggi, parlando con Mind, ci sono venuti in mente alcune persone di Latina, non parlo di persone comuni ma di veri e propri miti/idoli di Latina. Il primo che ci viene in mente è sicuramente Pino radiolina, me lo ricordo girare per Via Isonzo con la radio sempre attaccata all’orecchio. Poi c’era uno di cui non ho saputo mai il nome ma andava in giro palleggiando con il pallone da calcio, facendo anche le scale.. non si fermava mai. Mi ricordo vagamente di Zazà, diceva di scacciare il malocchio, non so perchè me lo ricordo tipo becchino.E poi c’era Salvatore lui sicuramente ha fatto la storia di Latina, due anni fa è venuto a mancare ma il suo ricordo rimane e rimarrà per sempre nei cuori dei Latinensi. Il giornale on line Parvapolis ha scritto:

Salvatore non c’è piu, una brutta notizia, amici, è morto il bruscolinaro, forse il personaggio piu amato di Latina. Antichi venditori di lupini (fusaglie) e bruscolini. I fratelli Minenna, residenti in via Adua, vendevano le loro cose davanti ai cinema Corso e Giacomini. Ogni tanto partecipavano alle processioni, in particolare a quella dell’Immacolata, nel quartiere Tribunale, vestiti con la tenuta d’ordinanza dei Vigili Urbani e alternandosi a portare il gonfalone. Quando non seguivano la Madonna, si presentavano all’incrocio delle vecchie case popolari e cominciavano a dirigere il traffico. Molti automobilisti capitolini, che non li conoscevano, si fermavano e seguivano senza batter ciglio i segnali dei due finti vigili urbani. Si formavano lunghe code, qualcuno si agitava suonando nervosamente il clacson, altri uscivano fuori dall’abitacolo per inveire. Insomma, scene apocalittiche con Franco e Salvatore immedesimati nel ruolo, con medaglie sul petto e berretto in testa. I “pizzardoni” creavano caos tra i forestieri ma suscitavano simpatia tra i latinesi “doc”.
Vendevano anche le caldarroste nel periodo autunnale ma la loro specialità erano i lupini. In tempi di carestia, i ragazzi erano soliti andare in giro con le tasche piene di lupini “sanati”, che mangiavano lasciando una scia di bucce. Oggi, più che un alimento, li troviamo come passatempo alle sagre e fiere paesane. I lupini sono i semi di una pianta alta fino a un metro e con foglie palmate, il Lupinus albus. I lupini prima di essere mangiati devono essere bolliti in acqua e poi salati per immersione in una salamoia. Di solito venivano messi in un sacco di iuta e messi nell’acqua di fiume. I bruscolini venivano tenuti da Franco e Salvatore in un sacco, poi li porgevano in un cartoccio fatto con la carta di giornale, grande secondo le quantità che richiedevi. L’attività l’aveva cominciata il padre. A Franco piaceva, in modo assai pittoresco, fare il sindaco di Latina. Si vestiva di tutto punto e, sulla giacca, aveva una scritta ricamata in rosso: sindaco. I bambini lo seguivano divertiti, era il loro idolo. Un primo cittadino amato dalla gente. Forse il più amato di tutti.

Fonte: http://www.parvapolis.it/page.php?id=34538

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