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Quel libretto rosso abbandonato su una bancarella in fondo ad una scatola di vecchi libri…

| 15 gennaio 2009 | 2 Comments

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Mesi fa, buttato su una bancarella di libri usati, ho trovato una guida turistica del Turing Club Italiano del 1927. L’unico volume che ho trovato, parla della zona di Napoli, quindi dal mio punto di vista non è particolarmente interessante, ma vi si possono trovare alcune informazioni rare da trovare da alte parti. Per fare un esempio, vi è la rotta dei piroscafi che collegavano Genova con Napoli con una accurata descrizione di cosa si vedeva dal ponte della nave. La parte che mi interessa è, naturalmente, quella riguardante la zona di Latina che all’epoca della stesura del volume non era ancora nata. La zona era ancora paludosa ed il Circeo appariva come un’isola in mezzo al mare.

Trascrizione della descrizione della zona di Latina:

Miglia 220, traverso della foce del Tevere (a sin. miglia 7). Il M. Circeo emerge come un’isola dal bassopiano delle paludi Pontine.

Miglia 246, traverso del Porto d’Anzio (a sin. miglia 4).

Miglia 271, traverso del M. Circeo (a sin miglia 2). Il piroscafo, piegando un poco verso sin., passa fra il gruppo delle Isole Pontine e il M Circeo, accostandosi però a questo, che si presenta come una lunga ed alta dorsale deserta, culminante in un semaforo m. 544, guardata al basso da torri costiere. A d., nell’aperto mare, il profilo delle Pontine, schierate come navi in ordine di combattimento, da O ad E: Palmarola con due caratter.  gobbe, la bassa e biforcuta linea di Ponza, continuata dall’isola Gavi, poi dall’isola Zannone. Doppiata la punta del Circeo, s’apre alla vista il vasto seno di Terracina, la cui parte N. formata dalla pianura delle Paludi Pontine, non emerge dal mare ed il Circeo ha l’apparenza di un’isola ben lontana dalla costa, mentre la parte E è rappresentata dalle dorsali degli Ausoni e degli Aurunci, schierate e quinte, con una serie di alture che si accavallano fra loro come onde.

Questo percorso veniva effettuato dai:

E’ interessante questo scorcio di normalità descritto nella guida, pochi anni dopo queste stesse navi vennero a trovarsi nel mezzo del Secondo Conflitto Mondiale e ne vennero travolte. La Roma venne trasformata in una portaerei ma venne fatta affondare prima del completamento nel porto di Genova. La Duilio venne utilizzata come nave ospedale, bombardata ed affondata nel porto di Trieste. L’Esperia venne usata come trasporto truppe e mezzi militari ed affondata da un sottomarino a largo di Tripoli, provocando la morte di un numero imprecisato di persone. Il Conte Biancamano venne utilizzato per il trasporto truppe dall’esercito Americano e alla fine della guerra tornò in servizio in Italia. Il Conte Rosso utilizzato per il trasporto truppe venne affondato da un sommergibile inglese facendo 1297 vittime.

La storia rivive anche attraverso le pagine di una semplice guida turistica…

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Comments (2)

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  1. Francesco Petrucci scrive:

    Ciao, ho trovato molto interessante il tuo blog sugli ultimi uboot rimasti al mondo. no ti dico che ne faro tesoro e che mi prefiggo di visitarli, crisi permettendo. Volaveo solo aggiungere riguardo ai piroscafi descritti nella guida rossa che il Conte Biancamano dapprima piroscafo transoceanico per le rotte verso le americhe, divenne una nave ospedale durante la seconda guerra mondiale, al termine distrutto e quasi irriconoscibile fu oggetto di Attenzione dell’Ing Guido Uccelli “di Nemi” fondatore del Museo scienza e tecnologia di MIlano “Leonardo Da Vinci” (Museo che accoglie il Sottomarino E.TOTI 506) il quale recuperò il ponte e la sala da ballo ora esposti al sopracitato Museo. Ci sono stato lo scorso gennaio 2012 – un esperienza indimenticabile – i migliori 18 Euro spesi in un museo. Spero che Tu possa trovare il mio commento interessante. Siamo rimasti in pochi a conservare le memorie del passato. Saluti Francesco da Roma.

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  2. Mario Antonio Rossi scrive:

    Grazie del commento. E’ da una vita che anche io desidero visitare il museo della scienza e tecnologia di Milano. L’Enrico Toti ebbi il piacere di vederlo moltissimi anni fa, ancora in servizio, a La Spezia mentre era in secca in riparazione. Anni dopo, quando andò in pensione, seguii, tramite le notizie sui giornali e su internet, il suo viaggio di risalita del Po e, dopo un po’ di anni di attesa, il suo arrivo via trasporto speciale a Milano. Ricordo ancora che l’ufficiale di marina che ci accompagnò durante la visita ci disse (spero solo per impressionarci) che questo tipo di sommergibile, per via delle vibrazioni che emettevano i motori diesel di cui era dotato, poteva essere localizzato da Gibilterra appena uscito dal porto. Della stessa classe so che è stato posizionato su una piattaforma in cemento il Dandolo nell’Arsenale di Venezia (molto prima di quello del Toti). Ti consiglio di visitare il Museo dell’Arsenale di La Spezia, vi sono molti pezzi importanti della storia d’Italia ormai dimenticati fra cui mi è rimasta nel cuore la polena della nostra nave scuola Cristoforo Colombo gemella della Amerigo Vespucci ceduta ai russi alla fine della Seconda Guerra Mondiale “grazie” al trattato di pace.

    Ti consiglio questa pagina se non sai di questa (triste) storia: http://it.wikipedia.org/wiki/Cristoforo_Colombo_%28veliero%29

    Grazie ancora della visita! :)

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