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Il grave incidente ferroviario dimenticato dalla storia

| 26 novembre 2008 | 5 Comments

Ho il piacere di annunciare la riscoperta di un evento dimenticato dalla storia ufficiale. Nessun sito su internet ne blog ne ha parlato prima di oggi. Ne ho trovato fortunatamente traccia su 2 paginette di un libro in google books (è la prima volta che mi torna utile). Questa scoperta è stata fatta grazie ad una immagine di un incidente ferroviario (senza data) trovata su ebay. Non so per quale motivo sia stato totalmente dimenticato ma all’epoca, se il numero delle vittime fosse stato maggiore, sicuramente sarebbe passato alla storia per l’uccisione della sorella della Regina Elena e di suo marito Pietro il granduca di Prussia.

Era la notte fra il 12 ed il 13 agosto del 1900, il Re Vittorio Emanuele III era diventato sovrano da un giorno dopo l’assassinio del padre avvenuto il 29 luglio dello stesso anno. La cerimonia di successione si era tenuta al Quirinale e gli invitati delle delegazioni straniere, erano saliti da poco sul treno diretto verso il nord Italia per il rientro in patria. Un altro treno, sempre sullo stesso binario ma qualche chilometro più avanti, aveva avuto problema alla locomotiva ed era rimasto fermo a circa 3 chilometri dal Ponte Salario, nei pressi di Roma. Il convoglio degli ospiti regali, non si sa per quale motivo, se per distrazione del conducente o dimenticanza di chi doveva segnalare, centrò in pieno la coda del treno che lo precedeva. La violenza dell’impatto fu enorme. L’ultimo vagone del treno che precedeva venne completamente distrutto, parte del treno deragliò. Il bilanciò finale dell’incidente sarà di una ventina di morti ed un centinaio di feriti. Immediatamente dopo l’impatto, Pietro di Prussia, che era rimasto illeso trovandosi nella carrozza centrale, scese dal convoglio e si mobilitò per rendere la caldaia del locomotore, che rischiava di esplodere di lì a poco, inattiva. Una volta fatto questo, si mise a soccorrere i feriti. Nel frattempo un telegramma era stato inviato a Vittorio Emanuele III e la moglie che, grazie ad un treno speciale partito da Termini, arrivò sul luogo del disastro alle 3.20 di notte. La Regina Elena, dopo essersi accertata che la sorella Militza fosse in salvo, si prodigò nel confortare i feriti e le persone in punto di morte. La coppia reale si allontanò dal luogo del disastro solo quando anche l’ultima delle vittime era stata estratta dalle lamiere contorte dei treni. La Regina anche a distanza di giorni continuò a tenersi informata delle condizioni dei feriti. A bordo del treno, oltre alla sorella della Regina e suo marito, erano presenti anche il Duca d’Oporto, una delegazione turca ed un rappresentante del Re del Belgio che si fratturò entrambe le gambe nell’incidente.

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  1. Maurizio Panconesi scrive:

    Sono l’autore dell’ unica ricerca edita fino ad oggi sull’argomento, uscita un paio d’anni fa con relativo dvd allegato per le immagini ed inerente appunto la storia dei DISASTRI FERROVIARI.
    La pubblicazione tratta degli eventi verificatisi sulle strade ferrate italiane e non a partire dai primi dell’ 800: vi sono riportati ed ampiamente descritti – tra gli oltre 450 incidenti – anche questo, verificatosi a Castel Giubileo, oggi Settebagni, nella notte tra il 12 ed il 13 agosto 1900:
    Il bilancio ufficiale delle vittime fu di 16 morti ed un centinaio di feriti; il Corriere Illustrato della Domenica, nel suo numero del 26 agosto 1900, intitola il proprio servizio: “Disastro ferroviario a Castel Giubileo con il Re che accorre sul luogo” corredato dalle copertine a colori ritraenti il disastro.

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  2. Massimo Forconi scrive:

    A proposito di questo disastro posso aggiungere che tra le vittime ci fu il barone Giuseppe Baratelli, a cui Alfredo Oriani dedicò il suo libro “Ombre di occaso”.

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  3. guido LENZI scrive:

    a Massimo Forconi,
    Giuseppe Baratelli era mio bisnonno. Grato se vorrete mettervi in contatto con me per ogni ulteriore informazione in proposito.
    Guido Lenzi

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  4. eugenio festa scrive:

    L’Onorevole Barone Giuseppe Baratelli era anche il mio bisnonno.
    Ero convinto chel’incidente fosse il frutto dell’azione di un anarchico. Percio’ ce l’avevo con Francesco Guccini che di un attentato ferroviario anarchico ha fatto una {bella, devo dire} canzone di gran successo
    Apprendo da voi che l’incidente sembra invece essere stato un semplce {?}tamponamento.
    Ma con tutte le teste coronate e blasoni che viaggiavano li’ssopra ,,,. .chi potrebbe giurarlo?

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  5. Luigi Boccilli scrive:

    Complimenti per la “scoperta” effettuata, per averla resa di pubblico dominio e per come l’ha narrata. L’ho riportata testualmente (naturalmente citando la fonte ed il nome dell’autore) in un lavoro di ricerca che ho in atto da ben 23 anni, dal titolo «Signori in carrozza. Spaccati d’epoca “a cavallo” del pubblico trasporto capitolino». Se vuole saperne di più può consultare il mio sito e/o inviarmi una mail a [email protected].
    Ancora complimenti.
    Luigi Boccilli

    N.B. Pubblico su Facebook il link del sito perché altri possano goderne:
    http://www.ilchiaroscuro.altervista.org/?p=1193

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