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La silente massa in attesa al di là dello specchio

| 14 novembre 2008 | 0 Comments

Da anni sento discutere della PVS (Persistent Vegetative State), lo stato vegetativo persistente. Alcuni sono convinti che da questa condizione si possa uscire, altri che ci si rimanga per sempre. Per me non fa differenza saperlo ne scoprirlo. Pensate a 16 anni fa. Cosa stavate facendo? Io avevo 12 anni ed ero un gagnetto che andava in seconda o terza media con gli occhialoni da vista enormi anni ’80 trasperenti con righe marroni. Vivevo da pochi anni a Torino e per il resto… solo dettagli ininfluenti. Se ora mi fosse posta la possibilità di tornare ad allora, probabilmente risponderei di no. Nulla di particolarmente attraente e tutto da rifare.
16 anni fa Eluana Englaro, una ragazza di cui avrete sentito sicuramente parlare in questi mesi, rimase coinvolta in un incidente e rimase vittima del PVS. Danni celebrali troppo gravi da permettere (anche in caso di un praticamente impossibile risveglio), la ripresa di una vita normale. 16 anni in un letto senza coscienza, alimentata da un sondino. La Chiesa dall’alto della sua opulenta cattedra, proclama come intoccabile il dono della vita e si oppone al suo spegnimento. Qualche bigotto ascolta e agisce per vie legali. Personalmente, se la vostra vita da ventenni si fermasse di colpo, vorreste riaprire gli occhi vivendo una vita da quasi quarantenne senza possibilità di muoversi autonomamente, parlare o anche solo prendere in mano un bicchiere d’acqua per bere? La vicenda di Terry Schiavo, qualche anno fa in America, portò alla ribalta questa situazione. Solo negli USA, si trovano in questa condizione vegetativa permanente, dalle 10000 alle 40000 persone. Un massa silente di persone al di là di un immaginario specchio che separa l’anima dal proprio corpo. Un filo non di speranza ma di, ormai, solo egoismo che tiene legati spirito e carne, senza alcuna possibilità di esprimere il proprio parere.
Nel caso i medici si sbaglino e vi sia ancora un barlume di coscienza, immaginatelo come stare in bilico su un cornicione di un grattacielo quasi completamente vuoto e dietro di voi uno sconosciuto che vi tiene per la cintura del cappotto e senza sufficienti forze per potervi tirare dentro. Già dopo pochi minuti in questa condizione credo che qualsiasi persona chiederebbe di essere lasciato cadere, immaginatela prorogata per giorni, mesi e anni… La burocrazia, ieri, ha detto no ai soliti bigotti che volevano decidere della vita altrui (ma è da intendersi come vita il non sapere nemmeno di essere in vita?), la Chiesa è sdegnata per la decisione. Io sono sdegnato da una Chiesa che non riconosco come tale. Buon viaggio Eluana, ora che, finalmente, ti hanno concesso di partire…

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